Tuo figlio guarda contenuti per adulti? Non mettere la testa sotto la sabbia: ecco cosa devi fare

Pubblicato il giorno

da Pietro Santercole

nella categoria: Lifestyle

Contenuti per adulti e pornografia sembrano essere diventati la nuova “scuola di sessualità” per i preadolescenti. Colpa della disinformazione da parte degli adulti?

A quanto pare sì: lo dice un report di Save The Children: Sexual (Mis)information: Pornography and Adolescence, dal quale si evince che i figli accedono per la prima volta a questo tipo di contenuti all’età di 12 anni e che il 54,1% degli adolescenti, per lo più ragazzi, crede che la pornografia fornisca spunti per le proprie esperienze sessuali.

I nostri figli esagerano nell'uso di contenuti per adulti
Come educare i nostri figli alla sana sessualità – Machedavvero.it

 

Ma il tema non è solamente capire in che percentuale i ragazzi fanno “uso e abuso” di contenuti per adulti: il vero nocciolo della questione è capire cosa possono fare gli adulti per impedire che ragazzi troppo giovani usufruiscano di questo tipo di immagini, con il rischio che la loro crescita venga “deviata” da questo tipo di disinformazione.

Di certo, secondo il report di Save the Children, è importante mantenere la calma e non reagire in modo eccessivo, punitivo o imbarazzante. È essenziale fornire loro un ambiente sicuro e di fiducia per poter approfittare della situazione per dialogare in modo aperto e salutare.

Dialogo aperto e onesto

Il dialogo aperto e onesto tra genitori e figli, in questo senso, è fondamentale sia per fare in modo che i giovani si sentano a loro agio nel poter parlare con gli adulti della loro (dis)informazione rispetto al sesso, sia per trasmettere loro le giuste informazioni per fare in modo che possano essere “educati” e abbiano a loro disposizione delle nozioni fruttuose e utili.

Un dialogo aperto è la miglior forma di educazione sessuale
Tra genitori e figli ci vogliono dialogo e onestà – Machedavvero.it

 

Il compito dei genitori è dunque fornire loro informazioni ed educazione su relazioni sane, consenso, comunicazione aperta e rispetto reciproco. Insomma, promuovere una buona educazione sessuale in generale. Ed è anche importante parlare con i figli dell’importanza di quelle che nel report vengono definite “le tre R” che devono essere date in relazioni sane: rispetto, responsabilità e reciprocità.

Secondo Miriam Al Adib, ginecologa, docente del Master in Sessuologia dell’Università dell’Estremadura e autrice di Parliamo di adolescenza, «sarebbe necessario attuare misure che promuovano un’educazione sessuale completa nell’ambiente educativo (sempre adattato a ogni età), che includa informazioni sulla parte positiva del sesso (perché se parliamo solo dei pericoli non copriremo la loro innata curiosità di sapere e cosa faranno dopo una ricerca su internet) e, parallelamente, anche sugli effetti negativi che si verificano quando non si ha educazione sessuale: sui pericoli non solo delle infezioni sessualmente trasmissibili e delle gravidanze indesiderate, ma anche di quello emotivo e relazionale quando non comprendiamo appieno le tre R (rispetto, responsabilità e reciprocità). Dovrebbero inoltre essere stabilite norme e restrizioni più severe sull’accesso dei minori ai contenuti per adulti online».

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