Individuato “Il profumo dell’aldilà”, ricorda un prodotto che usiamo spessissimo

Pubblicato il giorno

da Rosa Liccardo

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L’aldilà è un aspetto della vita che incuriosisce tutti. Sapevi che una ricerca ha scoperto il “profumo dell’aldilà”?

L’aldilà è un concetto profondamente radicato nelle credenze e nelle filosofie di molte culture e religioni in tutto il mondo. Questo concetto si riferisce generalmente a ciò che accade dopo la morte di una persona, oltre la vita terrena. L’idea di un aldilà può variare notevolmente da una cultura all’altra e da una religione all’altra, ma in generale, coinvolge la convinzione che l’esistenza umana non si esaurisca con la morte del corpo fisico.

Scoperta scientifica
Scopri di cosa profuma l’aldilà! (machedavvero.it)

In molte tradizioni religiose, come il Cristianesimo, l’Islam, l’Ebraismo e l’Hinduismo, l’aldilà è un elemento centrale della fede. Si crede che le anime delle persone sopravvivano alla morte e che ci sia un’ulteriore vita o stato di esistenza dopo questa vita terrena. Questo aldilà può includere paradisi, inferni, reincarnazioni o altri luoghi e stati spirituali in cui le anime possono trovarsi in base alle loro azioni e alla loro fede durante la vita. Un recente studio pare abbia scoperto il “profumo dell’aldilà”.

Il profumo dell’aldilà: la scoperta della scienza

Nella rinomata rivista Scientific Reports, un gruppo di esperti dell’Istituto tedesco Max Planck per la Geoantropologia, guidato da Barbara Huber e Nicole Boivin, ha presentato una ricerca che getta nuova luce sulla pratica millenaria dell’imbalsamazione. Questo studio ha esaminato sei campioni di balsamo prelevati dai vasi canopi che contenevano i polmoni e il fegato di una nobildonna di nome Senetnay, vissuta circa nel 1450 avanti Cristo. Senetnay ricopriva il ruolo di balia per il faraone Amenhotep II, e i suoi resti furono scoperti durante gli scavi condotti nella Valle dei Re intorno al 1900.

I vasi canopi, secondo la ricerca, contengono tracce di olii essenziali, cera d’api, bitume e resine.  Gli oli e i grassi costituivano la base fondamentale dei balsami ritrovati all’interno dei vasi canopi. Questi oli e grassi, di origine vegetale e animale, erano utilizzati per preservare gli organi umani in modo efficace.

Scoperta scientifica
Vaniglia e resina: è questo il profumo? (ma che davvero.it)

La cera d’api era un ingrediente chiave nella preparazione dei balsami egiziani. Questa sostanza non solo contribuiva alla consistenza dei balsami ma aveva anche proprietà preservanti. Il bitume, una sostanza viscosa di origine naturale, conferiva agli unguenti una maggiore aderenza e protezione. Era un elemento cruciale per garantire la durata della conservazione degli organi. La presenza di resine di conifere, specificamente delle Pinaceae, aveva un ruolo importante nella preparazione dei balsami. La loro inclusione conferiva agli unguenti una fragranza caratteristica e aiutava a preservare gli organi in modo più efficace.

Quello che ne viene fuori è un odore simile a quello di “vaniglia e resina”. È questo l’odore che poteva avere, dunque, l’aldilà. I ricercatori, comunque, affermano che la degradazione degli ingredienti nei prodotti per questa pratica, è un processo naturale che può aver compromesso l’odore originale. Alcuni ingredienti possono degradarsi più velocemente di altri e questo potrebbe aver apportato una variazione nella composizione dei prodotti nel corso del tempo.

I ricercatori prevedono di stupire il mondo con un’esperienza unica che porterà il “profumo dell’eternità” nella splendida Danimarca. Questo evento straordinario si svolgerà al Museo Moesgaard, in una mostra appositamente organizzata.

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