Pensioni, arriva la stangata: ANAP svela di quanto si abbassano a tutti. Mazzata senza precedenti

Pubblicato il giorno

da Veronica Esposito

nella categoria: News

Pensionati trattati come bancomat: il governo Meloni è nuovamente pronto ad utilizzarli per fare cassa, suscitando lo sdegno generale.

Il governo Meloni si dice pronto a mettere mano al meccanismo di rivalutazione pensionistico ideato dal Governo, inaugurando così una manovra economica che metterà in ginocchio una delle colonne più robuste del welfare familiare.

stangata sulle pensioni
Anziani e caro-vita: l’ultima manovra del Governo Meloni li mette in ginocchio – (Machedavvero.it)

I pensionati italiani sono arrivati, infatti, al massimo dello stremo economico e sono costretti a sposare delle condizioni di più vita non più sostenibili: se prima, pur con redditi modesti, riuscivano a dare un valido aiuto economico a figli e nipoti, spesso senza lavoro o in cassa integrazione, ad oggi si ritrovano in condizioni di estrema povertà.

Manovra 2023: oltre 4 milioni di pensionati perdono 1.200 euro all’anno.

Una perdita media pro-capite di oltre 1.200 euro all’anno per 4,3 milioni di pensionati: sono questi i primi calcoli effettuati dallo Spi-Cgil del taglio della rivalutazione pensionistica. Le pensioni di lavoratori dipendenti, frutto di una vita di lavoro, ora rischiano di avere una rivalutazione di gran lunga inferiore a quella che dovevano percepire secondo la legge in vigore. Ed infatti l’adeguamento delle pensioni al costo della vita subirebbe così una drastica riduzione in particolare per quei pensionati che hanno lavorato e versato contributi per 40 anni e che non percepiscono affatto un assegno alto.

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Inflazione e caro-vita: costi insostenibili per gli anziani – (Machedavvero.it)

Ecco che il governo si appresta a gettare le basi per lo scoppio di una vera e propria bomba sociale. L’ennesima scelta iniqua e scellerata, assunta senza alcun confronto con i sindacati che possano rappresentare adeguatamente la fetta sociale interessata, mostra chiaramente la volontà di equiparare i pensionati italiani a dei veri e propri bancomat. La parte più anziana della popolazione ha il solo scopo di essere utilizzato per fare cassa e, quindi, per recuperare risorse. Il tutto negando loro, al contempo, la possibilità di recuperare il loro potere d’acquisto. Neppure parzialmente. E l’umiliazione cresce se si considerano fattori quali l’inflazione, il caro prezzi e l’aumento esponenziale delle bollette elettriche.

Il fatto che una fetta così consistente della popolazione sia esposta costantemente al fluttuare dei prezzi, sempre in rialzo, emerge da un’analisi ANAP, secondo cui un pensionato italiano utilizza il 19% della propria pensione per le spese alimentari, il 40% per l’abitazione e le utenze, il 9% per la salute. Senza considerare ulteriori spese necessarie, come quelle relative all’abbigliamento, le spese impreviste e l’aiuto ai prossimi. L’aumento dell’inflazione ha condotto a dei prezzi davvero insostenibili: il risultato è la necessità di tagliare sui beni alimentari, sulle spese di prima necessità, sui costi delle cure mediche e dei farmaci, sui regali ai nipoti. E, nei casi più gravi, alla necessità di chiedere aiuto ai familiari o al sistema pubblico dell’assistenza per pagare le utenze, gli affitti o l’aiuto domestico indispensabile per la conduzione di una vita parzialmente autonoma.

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