Questo problema alimentare è sempre più diffuso nei bambini: qual è e come trattarlo

Pubblicato il giorno

da Fabiana Coppola

nella categoria: News

C’è un problema alimentare particolarmente diffuso nei bambini: ecco di cosa si tratta e cosa bisogna fare per trattarlo.

Chi ha dei bambini lo sa, questo genere di cose può avvenire per diversi motivi. Forse quello che non tutti i genitori sapevano però è che esiste un problema alimentare che riguarda i più piccoli: ecco di cosa si tratta e cosa bisogna fare.

problema alimentare nei bambini
Questo problema alimentare è sempre più diffuso nei bambini-Machedavvero.it

I bambini, soprattutto i più piccoli, sono davvero degli ossi duri in cucina infatti spesso rifiutano il cibo e questo causa non pochi problemi ai genitori. Decidono di non mangiare determinati alimenti, a volte semplicemente perchè sono nuovi e sconosciuti. Per chi non lo dovesse sapere infatti esiste un problema alimentare in questo caso, e anche un approccio adatto a superarlo: ecco di cosa si tratta. 

I bambini rifiutano il cibo, ecco il motivo: così la neofobia e qual è il migliore approccio per superarla

I bambini piccoli possono spesso rifiutarsi di assaggiare le pietanze che vengono presentate. I genitori subito credono che sia un capriccio a generare il loro rifiuto, soprattutto se dipende dal fatto che non hanno mai provato quel cibo. In realtà si tratta di un problema alimentare che si chiama neofobia. E’ un tratto della personalità che porta i più piccoli a rifiutare cii nuovi e che può influenzare tantissimo le scelte alimentari. Questo tipo di problema si instaura generalmente nei bambini dai 2 ai 6 anni. Lo spiega infatti la professoressa Caterina Dinnella, docente di Scienze dell’alimentazione all’Università di Firenze, alla Fondazione Veronesi.

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Che cos’è la neofobia e come trattarla -Machedavvero.it

Secondo la dottoressa, i bambini molti piccoli, di uno o due anni, non sono neofobici e assaggiano tutto generalmente se glielo propongono persone di cui si fidano. Questo rifiuto si instaura invece da quando i bambini diventano più grandi e hanno più autonomia con il cibo. E’ in realtà un tratto arcaico che dipende dalle origini dell’uomo, quando assaggiare cibi sconosciuti poteva essere fatale.

Come dichiara la dottoressa quindi anche i bambini: “hanno in generale un livello di familiarità relativamente basso con molti alimenti, quando viene loro presentato un cibo nuovo non riescono a categorizzarlo come sicuro, innocuo. Non essendo in grado di verbalizzare questo concetto e, nel timore “ancestrale” che un alimento nuovo possa far loro male, non arrivano nemmeno ad assaggiarlo, ma si limitano a rifiutarlo“. Gli alimenti più odiati dai bambini? La frutta e la verdura, ma anche la carne o cibi che appaiono esteticamente complessi. Per aiutare i piccoli a provare tutto, i genitori possono rendere il cibo riconoscibile ad esempio frullandolo. Molto utile potrebbe essere anche coinvolgere il bambino nel processo di preparazione del cibo, destando il lui autonomia e curiosità.

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