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Arrivano i controlli sull’ISEE, ecco chi deve restituire i soldi all’INPS

L’INPS effettua regolarmente i controlli sull’ISEE e chi lo ha redatto nel modo sbagliato o incompleto rischia grosso.

Tutti ormai sanno cos’è l’ISEE, ma forse in molti pensano che sia un documento che serve a ottenere eventuali bonus o agevolazioni. In realtà si tratta di una dichiarazione che deve essere fatta nel modo corretto, perché altrimenti si va incontro a pesanti conseguenze.

Attenzione all’ISEE, se l’INPS trova errori si pagano cari – Machedavvero.it

L’ISEE è infatti una fotografia dello status economico della famiglia, o nucleo familiare, o soggetto, che permette agli Enti preposti non solo di erogare benefit, come ad esempio l’Assegno Unico o i bonus in bolletta, ma anche di capire se siano in atto dichiarazioni mendaci o evasione fiscale.

Tra l’altro nel 2024, grazie a un decreto approvato dalla Legge di Bilancio, proprio l’INPS e l’Agenzia delle Entrate avranno più poteri e potranno interscambiare i dati per fare dei controlli incrociati.

Controlli sull’ISEE a tappeto, ecco chi rischia di dover rendere i soldi

Come detto, l’ISEE serve a indicare la situazione economica di chi fa la dichiarazione. I valori arrivano fino a 40 mila e si sa che se il valore è basso il nucleo familiare o soggetto può ricevere sussidi, benefit e assegni in denaro, stabiliti dalle vigenti normative.

INPS e Agenzia delle Entrate possono scambiare i dati per trovare gli evasori – Machedavvero.it

Se la DSU presenta degli errori, o delle incompletezze, o se addirittura è stata redatta fornendo informazioni false, le conseguenze sono pesanti.

Si rischiano sanzioni amministrative che vanno dai 5 mila ai 25 mila euro, a seconda dei benefit che si sono goduti fornendo appunto dati falsi/falsati. Inoltre l’INPS e/o l’Agenzia delle Entrate provvedono a recuperare le somme erogate, e il debitore deve anche pagare gli interessi.

Solitamente l’INPS effettua controlli con regolarità, ma è nelle vicinanze della fine dell’anno che i controlli possono aumentare. Se l’Istituto di Previdenza nota qualche incongruenza sui dati forniti, come minimo eroga eventuali benefit al minimo. Pensiamo ad esempio all’Assegno Unico, che verrà erogato nella misura più bassa fino a che non si provvederà a correggere gli errori nelle dichiarazioni.

Non sempre INPS avvisa i contribuenti e dunque ogni nucleo familiare è responsabile dei dati che invia, ed è tenuto a controllare che sia tutto in regola. Se emergono delle mancanze o se la condizione del nucleo familiare cambia (può nascere un figlio o, al contrario, un figlio maggiorenne può cambiare residenza; un membro del nucleo può perdere il lavoro o ci può essere un decesso) gli interessati devono provvedere tempestivamente a inviare i dati aggiornati. La procedura può essere fatta in autonomia nel sito INPS, accedendo con le credenziali elettroniche, o avvalendosi dei professionisti del Caf territoriale.

Stefania Guerra

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