Chi va in pensione nel 2024? Il quadro completo tra conferme e novità

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da Giovanni Cristiano

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Chi andrà in pensione prima nel 2024? Il possibile scenario tra conferme e novità: ecco nel dettaglio cosa accadrà.

A pochi giorni dal nuovo anno sono tante le persone che si interrogano sulla possibilità di andare in pensione. Dal 2024 potranno andare in pensione prima le persone fragili e i lavoratori che hanno accumulato un elevato numero di anni di contributi. Questo scenario è confermato dalla legge di Bilancio strutturata dall’attuale esecutivo.

Chi va in pensione nel 2024
Chi va prima in pensione nel 2024 – (Machedavvero.it)

Come gli anni scorsi, il Governo ha confermato la legge Fornero ed ha mantenuto le agevolazioni per le persone che si trovano in una posizione che richiede maggiore tutela previdenziale, consentendo a loro di andare in pensione anticipatamente. Dall’altra parte però la manovra ostacola i piani delle persone che hanno intenzione di andare in pensione il prima possibile, discorso che non vale per il trattamento di vecchiaia dato che la modifica permette di dire addio al proprio lavoro a 67 anni in caso di pensione pari al valore dell’assegno sociale.

Le modifiche avranno conseguenze anche sulle categorie che storicamente vanno prima in pensione. Vediamo cosa cambierà dal prossimo anno e quali saranno le regole per andare in pensione nel 2024.

Le regole per andare in pensione nel 2024

La pensione in anticipo può essere richiesta dalle persone che presentano delle disabilità o da invalidi civili. Per loro non ci sono state delle modifiche e per i lavoratori con un’invalidità almeno del 74% si può parlare di Quota 41 e Ape sociale. La prima permette di lasciare il lavoro con almeno 41 anni di contributi di cui 12 mesi devono risultare accreditati prima di aver compiuto 19 anni. L’Ape sociale permette di ricevere un’indennità sostitutiva della pensione a 63 anni e 5 mesi, requisiti modificato dalla manovra, e 30 anni di contributi.

Conferme e modifiche pensione 2024
Le conferme e le modifiche per le pensioni del prossimo anno – (Machedavvero.it)

Le misure come l’Ape Sociale e Quota 41 sono accessibili anche per chi svolge un lavoro gravoso e usurante. La differenza è che l’anticipo pensionistico sorge con 36 anni di contributi invece di 30. Quota 41 è disponibile anche per i lavoratori con tanti anni di contributi, così come sarà disponibile anche Quota 103 con l’accesso alla pensione a 62 anni con di 41 anni di contributi.

Le lavoratrici possono affidarsi ad una manovra che favorisce chi ha figli, consentendo di andare in pensione a 64 anni con 20 anni di contributi con un assegno pari ad almeno 2,8 volte con un figlio o 2,6 volte con almeno due figli del valore dell’assegno sociale. La misura più importante è Opzione donna che diventa accessibile solo per chi entro il 31 dicembre 2023 ha compiuto 61 anni (60 con un figlio, 59 anni con due), hanno 35 anni di contributi e sono invalide, licenziate, dipendenti di aziende in crisi e caregiver.

Infine, Quota 41 e l’Ape Sociale sono misure disponibili anche per i disoccupati ma solo se licenziati, dimissionari per giusta causa o a seguito di una risoluzione contrattuale. In tutti i casi bisogna aver concluso totalmente la prestazione per la disoccupazione spettante.

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