Comprare casa prima del matrimonio conviene davvero? La risposta è sorprendente

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da Antonia Festa

nella categoria: News

Gli effetti della comunione o della separazione dei beni possono essere determinanti se i futuri coniugi intendono comprare casa. Cosa cambia?

In una coppia, scegliere a chi intestare un immobile di proprietà può essere una scelta molto difficile, anche perché sul proprietario graveranno una serie di importanti oneri.

comprare casa prima o dopo matrimonio
A chi spetta la casa nell’ipotesi di comunione o separazione dei beni? (machedavvero.it)

A seconda del regime patrimoniale prescelto, cambiano le regole per i rapporti patrimoniali tra i coniugi. Se non viene deciso diversamente, si applica in automatico la comunione legale dei beni. Di conseguenza, tutto quello che viene acquistato durante il matrimonio appartiene a tutte e due i coniugi.

Nel caso in cui, invece, si scelga la separazione dei beni, ogni coniuge rimane proprietario di quello che compra. La separazione può essere decisa al momento del matrimonio oppure successivamente, tramite atto pubblico notarile.

In ogni caso, tutti gli acquisti effettuati prima del matrimonio, rimangono dell’acquirente, a prescindere dal regime patrimoniale che si sceglie. Se, ad esempio, un soggetto compra una casa con i propri soldi prima di sposarsi, ne rimarrà proprietario anche se sceglie la comunione dei beni.

Si può comprare una casa dopo il matrimonio ed escluderla dalla comunione? Il trucco che non tutti conoscono

Cosa succede se una casa viene acquistata dopo il matrimonio? Gli effetti sono differenti a seconda del regime patrimoniale adottato. In particolare:

separazione casa di proprietà
A chi va la casa nell’ipotesi di separazione? (machedavvero.it)
  • nell’ipotesi di comunione dei beni, l’immobile è in comproprietà tra i coniugi, nella misura del 50%. La comunione viene meno solo nel caso di morte o separazione;
  • nell’ipotesi di separazione dei beni, l’immobile è di proprietà del coniuge che ha stipulato la compravendita, indipendentemente da chi lo ha pagato. L’altro coniuge, dunque, non può diventare proprietario in automatico.

Se, poi, la coppia si separa, la casa ritorna al proprietario. Tale regola, tuttavia, conosce delle eccezioni. Se ci sono figli minorenni oppure maggiorenni non ancora autosufficienti, il diritto di abitazione nella casa coniugale spetta al genitore che ha a carico i figli. Questo principio si applica fino a quando la prole non sarà in grado di mantenersi in autonomia o, comunque, non oltre i 30 anni di età.

Non tutti, però, sanno che è possibile evitare la piena applicazione del regime della comunione dei beni anche in un altro modo. Si può, infatti, escludere dalla comunione legale dei beni un immobile comprato durante il matrimonio.

Quest’operazione può essere compiuta tramite un’apposita dichiarazione di volontà da parte di entrambi i coniugi davanti al notaio. Per la validità dell’atto, è necessario che tutti e due esplicitino il proprio intento di voler escludere la casa dalla comunione legale dei beni.

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