Pensione 2024: rivalutazione e taglio Irpef, ecco il doppio aumento

Pubblicato il giorno

da Claudia Savanelli

nella categoria: News

Nel 2024 il cedolino della pensione subirà un aumento per due motivi: la rivalutazione e il taglio Irpef. Scopriamo di più.

La crisi economica che sta attraversando l’Italia continua a occupare i pensieri degli italiani e ora che si avvicinano i giorni di festa le preoccupazioni diventano maggiori.

Pensione 2024 novità
Pensione: novità da gennaio 2024 (machedavvero.it)

Arriva, comunque, una buona notizia per i pensionati. A partire dal 1° gennaio 2024 il governo ha previsto un aumento delle pensioni sia per la rivalutazione secondo l’ISTAT 2024, sia per la riforma Irpef. Insomma, un doppio aumento che farà felice molti pensionati che potranno tirare un sospiro di sollievo in vista delle festività di Natale. Però andiamo con ordine e approfondiamo nel dettaglio i due argomenti.

Pensione 2024: da gennaio scatta il doppio aumento per la felicità dei pensionati

Il primo fattore che che influenzerà in positivo gli importi della pensione è l’adeguamento delle prestazioni previdenziali all’inflazione. Per il 2024 il tasso di indicizzazione sarà pari al 5,4%, come stabilito dall’ISTAT.

Doppio aumento per la pensione 2024
Aumento della pensione nel 2024: pensionati felici (machedavvero.it)

Questo non sarà altro che la percentuale di aumento per i trattamenti fino a 4 volte il minimo. Le pensioni con importo maggiore, invece, aumenteranno in modo proporzionale, mentre saranno super-rivalutate le pensione minime.

Come detto, l’aumento del cedolino delle pensioni dipende anche dalla riduzione delle tasse applicate alla pensione stessa. Si tratta della riforma Iperf che prevede l’unione dei primi due scaglioni. Tuttavia, questa modifica sarà applicata solo per il 2024.

Cosa cambia per i pensionati? Quelli che hanno un reddito previdenziale compreso tra i 15mila e i 28mila euro (e in maniera progressiva anche per quelli che ricevono un assegno maggiore) otterranno uno sconto sulle imposte. Attualmente, l’imposta più bassa è del 23% che sarà estesa anche ai redditi fino ai 28mila euro. Le altre aliquote saranno del 35% per le pensioni comprese tra i 28mila e i 50mila euro e del 43% per le pensioni oltre 50mila euro.

In pratica, considerando le aliquote di perequazione stabilite dal governo (inserite nella legge di Bilancio 2024 che sarà pubblicata a fine mese) e sapendo che la pensione minima sarà rivalutata dell’8,1% con il cedolino di dicembre, è possibile conoscere l’aumento per ogni scaglione fino a:

  • 2.272 euro lordo: rivalutazione del 5,4% e aumento di 122 euro;
  • 2.840 euro lordo: rivalutazione del 4,6% e aumento 130 euro;
  • 3.308 euro lordo: rivalutazione del 2,9% e aumento 98 euro;
  • 4.544 euro lordo: rivalutazione del 2,5% e aumento 115 euro;
  • 5.679 euro lordo: rivalutazione del 2% e aumento 113 euro.

Invece, oltre i 5.680 euro lorde la rivalutazione è del 1,2% e l’aumento netto di 132 euro. Se la rivalutazione non raggiunge il minimo si applica l’aliquota precedente; stessa cosa per le pensioni a cavallo di scaglione.

Nel 2024 l’assegno sociale sarà di 534,40 euro, mentre la pensione minima di 598,61 euro. A questa, però andrà aggiunta la super-rivalutazione prevista nella prossima legge di Bilancio.

La tassazione delle pensioni lorde incluse nella prima fascia di reddito è di 6.440 euro con un risparmio di 260 euro mensili.

Infine, la detrazione fiscale base sulle pensioni è di 1.955 euro, mentre la soglia no tax area è di 8.500 euro annui.  Al di sotto di quest’ultima soglia non si paga l’Irpef, invece, oltre i 50mila euro non spettano le detrazioni.

Impostazioni privacy