Pensione con meno di 10 anni di contributi? Non è uno scherzo, le possibilità sono varie

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da Antonia Festa

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In alcuni casi, si può smettere di lavorare anche con meno di 10 anni di contributi. Chi può usufruire di tale agevolazione?

L’attuale sistema previdenziale prevede, per l’accesso alla pensione di vecchiaia, il possesso di almeno 67 anni di età e 20 anni di contribuzione.

pensione 10 anni di contributi
Si può andare in pensione con 10 anni di contributi (machedavvero.it)

In alcuni casi, tuttavia, l’ammontare dei contributi può essere inferiore. È l’esempio dell’opzione contributiva della pensione di vecchiaia, riservata ai cd. contributivi puri, cioè coloro che hanno cominciato a lavorare a partire dal 1° gennaio 1996. In tale ipotesi, infatti, il pensionamento è accessibile con 71 anni di età e soli 5 anni di contribuzione. Questo tipo di prestazione, però, non può essere integrata al minimo.

Anche i contribuenti iscritti al Fondo INPS casalinghi e casalinghe possono andare in pensione con meno di 10 anni di contributi. La legge, infatti, richiede un’anzianità contributiva di 5 anni e una anagrafica di 57 anni. È, però, previsto un ulteriore requisito: l’ammontare della pensione deve essere pari ad almeno 1,2 volte l’Assegno sociale (cioè 608,43 euro).
In mancanza di tali presupposti, gli iscritti al Fondo casalinghi e casalinghe possono smettere di lavorare a 65 anni di età, senza alcun limite minimo di reddito.

Molte Casse professionali, poi, consentono di ottenere l’assegno pensionistico con soli 10 o 5 anni di contributi. Ad esempio, la Cassa degli psicologi o la Cassa degli avvocati (in quest’ultimo caso, però, sono richiesti almeno 70 anni di età).

Pensione con 10 anni di contributi: i metodi per aumentare le possibilità di smettere di lavorare

Nel caso in cui non si riescano a maturare i 20 anni di contribuzione ma non si abbiano i requisiti per rientrare nelle categorie che abbiamo elencato, la situazione si complica.

pensione con meno di 10 anni di contributi
Opzioni per chi non ha 20 anni di contributi (machedavvero.it)

In quest’ipotesi, ci sono soltanto due alternative:

  • mettere da parte l’idea di andare in pensione (l’INPS non restituisce i contributi accumulati che, dunque, andranno persi) e presentare domanda per una misura assistenziale;
  • aumentare gli anni di contributi, cercando di arrivare almeno a 15 anni (necessari per usufruire delle Deroghe Amato).
    Per incrementare l’età contributiva è possibile ricorrere alla contribuzione figurativa, al versamento dei contributi volontari oppure al riscatto (ad esempio, degli anni universitari).

Se, infine, i 10 anni di contributi sono tutti versati nelle Gestioni INPS e si possiedono accrediti per periodi precedenti al 1996, è necessario riscattare solo 5 anni di contributi, per poter andare in pensione a 71 anni. Tale facoltà è prevista dall’art. 3 del Decreto Ministeriale n. 282 del 1996.

Sono, però, necessari almeno 15 anni di contribuzione, dei quali 5 anni devono riferirsi a periodi antecedenti il 1° gennaio 1996 e almeno 1 mese deve essere versato presso la Gestione separata INPS.

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