Perché le Mercedes si chiamano frecce d’argento? Ecco la storia dietro al mito

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da Davide Russo

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La Mercedes ha dettato legge nella categoria regina del Motorsport in due diverse epoche. Il suo appellativo è nato da un dettaglio tecnico clamoroso.

Riconosciuto per essere uno dei marchi top al mondo, la Mercedes è tra le squadre anche più vincenti della storia dell’automobilismo. Agli albori della Formula 1, il team teutonico era al top con Fangio che potrebbe essere paragonato al Max Verstappen dei tempi moderni. Nel biennio 1954/1955 la Stella a tre punte dominò, prima che un terrificante incidente fece cambiare i programmi ai vertici.

Perché le Mercedes si chiamano frecce d'argento?
Mercedes, la leggenda continua (Ansa) Machedavvero.it

Alla 24 Ore di Le Mans del 1955 il pilota Pierre Levegh, al volante di una Mercedes, uccise 83 persone in un crash spaventoso. La vettura decollò e prese in pieno il pubblico. La notizia rappresentò un tale shock che decisero che non avrebbero più preso parte a nessun’altra sfida. Grazie alle super tecnologie moderne, nel 2010, la Stella a tre punte tornò in Formula 1. Per l’occasione scelsero una coppia di tedeschi, ovvero Michael Schumacher e Nico Rosberg.

La competitività all’inizio non era quella attuale. Il Kaiser fu indispensabile per ottenere dei risultati che ebbero un impatto, successivamente, nell’era ibrida della F1. A Lewis Hamilton furono serviti mondiali su un piatto d’argento, grazie a delle migliori tecniche strepitose, battendo Ferrari e Red bull Racing. Prima degli 8 mondiali di fila conquistati dal 2014 al 2021, la Mercedes era tornata a competere alla 24 Ore di Le Mans, garantendo motori e supporto tecnico alla Sauber, conquistando con la C9 l’edizione del 1989.

Mercedes, la leggenda continua

In seguito la casa di Stoccarda decise di rientrare nella massima categoria del Motorsport al fianco della McLaren. Dopo i fasti con Honda, il team di Woking si prese un grosso rischio, ma i risultati furono quasi in linea con il periodo d’oro targato Senna – Prost. L’accordo con la McLaren, che proseguì dal 1996 al 2014, ha vissuto degli alti sensazionali.

Nel 1998 e nel 1999 il driver Mika Hakkinen festeggiò con la McLaren Mercedes
Mercedes, la leggenda continua anche con McLaren (Ansa) Machedavvero.it

Nel 1998 e nel 1999 il driver Mika Hakkinen festeggiò un back to back da favola. Nel 2008 arrivò il primo riconoscimento iridato con Lewis Hamilton, ed anche un titolo costruttori, nel ‘98 con il “finlandese volante” e David Coulthard. Dopo tre mondiali piloti vinti, la collaborazione si è ristabilita nel 2021 con un giovane Lando Norris in prima fila. Ritornando al periodo più splendente della storia della Mercedes, Lewis ha celebrato 6 dei suoi 7 mondiali personali con la squadra anglo-tedesca, mentre nel 2016 l’ha spuntata il teammate Nico Rosberg.

Da sempre le Mercedes sono chiamate in pista “frecce d’argento”. Già nel 1934, ben 16 anni prima del edizione numero 1 del campionato del mondo di Formula 1, le vetture tedesche, originariamente bianche, furono raschiate per una questione di peso. La W25, al Nurburgring, risultò 1 kg più pesante del limite regolamentare, di 750 kg.

Tolta la vernice, le Mercedes in pista rimasero in un argento splendete che, dati i risultati ottenuti, ha portato bene. Da quella decisione presa dal direttore sportivo Alfred Neabauer, totalmente regolare, nacque la leggendaria livrea che, fatta eccezione per le ultime scelte del nero per il BLM, ha dato sempre lustro alle Mercedes.

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