Pensioni, arriva un corposo rimborso dell’Inps: a chi spetta e come richiederlo

Pubblicato il giorno

da Giovanni Cristiano

nella categoria: News

Molte pensioni accoglieranno un sostanzioso rimborso da parte dell’Inps: ecco i dettagli su chi spetta e come ottenerlo.

Molti pensionati potrebbero essere interessati ad una vera e propria svolta sulle loro pensioni. Una determinata decisione ha portato in evidenza un sistema reputato incostituzionale, obbligando l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale a correggere il tiro.

pensioni rimborso inps
Rimborso inps per molte pensioni – (Machedavvero.it)

Alcune pensioni italiane sono state raggiunte da una notizia molto interessante. Per loro si è aperta la possibilità di ricevere un rimborso Inps del 25% a seguito di una sentenza della Corte Costituzionale, datata giugno 2022.

La Corte Costituzionale ha sentenziato sull’incostituzionalità del sistema che prevedeva tagli alle pensioni in base ai redditi personali. Una decisione che viaggia diretta verso le persone che ricevono la pensione di reversibilità e obbliga l’Inps a rimborsare chi ha subito riduzioni ingiuste negli ultimi cinque anni.

Rimborso Inps per chi riceve la pensione di reversibilità: come riceverlo

La pensione di reversibilità era ridotta a seguito della crescita del reddito del superstite. Un passaggio che la Corte Costituzionale ha sostenuto violasse la Costituzione, sollecitando così l’Istituto Nazionale a ridefinire la norma e restituire quanto trattenuto ingiustamente.

Rimborso pensione reversibilità
Come richiedere rimborso sulla pensione di reversibilità da parte dell’Inps – (Machedavvero.it)

L’Inps riconoscerà il rimborso per le persone che hanno subito tagli alla pensione di reversibilità tra il 2019 e il 2013. Il ricalcolo prende in considerazione solo gli ultimi cinque anni, mentre dal 2024 in poi ci sarà l’applicazione di nuove regole. L’accesso al rimborso passa dalla verifica del limite di reddito per ciascun anno:

  • 2019: redditi personali superiori a 20.007,39 euro annui;
  • 2020 e 2021: redditi personali oltre 20.107,62 euro annui;
  • 2022: redditi personali oltre 20.449,26 euro annui;
  • 2023: redditi personali superiori a 21.985,86 euro annui.

Le persone con un reddito inferiore a tre volte il trattamento minimo negli ultimi cinque anni o che fanno parte di famiglie con figli minori, disabili o studenti non riceveranno conguagli.

La Corte stabilisce che una volta determinata la pensione di reversibilità spettate, si passa alla valutazione del reddito personale del beneficiario escludendo alcune voci. L’Inps procederà poi con il ricalcolo automatico degli arretrati, non rendendo necessaria la presentazione di una richiesta specifica. È consigliabile analizzare la propria situazione e, qualora fosse necessario, rivolgersi ad un patronato per assistenza in merito al rimborso al 25% dal parte dell’Istituto Nazionale. Dunque, la nuova disposizione permette alle persone che ricevono la pensione di reversibilità di ricevere una cospicua cifra ingiustamente trattenuta.

Gestione cookie