Dai polli all'orso polare, l'influenza avaria avanza - (Machedavvero.it)
Aumenta la minaccia per la salute di tutto il mondo. Dai polli all’orso polare avanza una pandemia silenziosa: cosa sta succedendo.
La complicata ondata Covid sembra essersi attenuata dopo qualche anno ma di recente sta avanzando una pandemia invisibile che può intaccare nuovamente la salute mondiale. Infatti continua a mutare il virus dell’influenza aviaria A(H5N1) e le migrazioni degli uccelli e anatre selvatiche non fanno stare tranquilli.
Con loro i ceppi al momento in circolazione fuori dall’Europa potrebbero arrivare nel contenente e trasportare varianti potenzialmente capaci di infettare i mammiferi. Questo è il quadro che emerge del rapporto dello European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc) e della European Food Safety Authority (Efsa).
Secondo i rapporti diffusi c’è il forte rischio di trasmissione su larga scala se il virus dovesse acquisire la capacità di diffondersi tra gli esseri umani. A rendere lo scenario ancora più complicato le ultime notizie che arrivano dagli Stati Uniti, dove un’azienda produttrice di uova ha comunicato la morte di 2 milioni di pollastre e galline a causa dell’influenza aviaria. Inoltre, in Texas una persona è risultata positiva al virus generando il primo caso di contagio al mondo fra mammifero e essere umano.
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Nell’agosto del 2023 Compassion in World Farming ha pubblicato un report per diffondere l’allarme sull’influenza aviaria e sulla minaccia per la salute pubblica degli allevamenti intensivi. Questi andrebbero a formare le condizioni ideali per la diffusione della malattia, fornendo al virus un ricambio di ospiti e la possibilità di comparsa di nuovi ceppi nocivi.
Al termine del 2023, l’Alaska Department of Environmental Conservation ha registrato per la prima volta un orso polare fra gli animali deceduti a causa dell’influenza aviaria.
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In Italia il recente Decreto del Ministero della Salute sulla Biosicurezza in ambito di influenza aviaria (GU n. 151 del 30/06/2023) evidenzia che le Regioni sono chiamate a recepire le indicazioni in merito alla tutela degli animali stabilendo specifiche distanze tra gli allevamenti. Di fatto, però, non è stato ancora deliberato nulla a livello nazionale in merito alle linee guida e normative per garantire la biosicurezza dei cittadini, definendo distanze adeguate tra allevamenti, strutture agrituristiche, nuclei abitati o case situazione in campagna.
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