Fratta e verdura, queste sono le più ricche di pesticidi. La classifica toglie ogni dubbio

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da Giovanni Cristiano

nella categoria: News

Un’analisi ha chiarito qual è la verdura più contaminata dai pesticidi. Questa viene portata spesso a tavola: ecco di cosa si tratta.

Ogni giorno portiamo a tavola vari alimenti di origine vegetale e tra questi c’è una rilevante quantità di fungici e insetticidi. Dalla frutta alla verdura, niente può essere escluso in questo ambito, anche i prodotti trasformati fino ad arrivare al miele.

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Qual è la verdura più contaminata dai pesticidi – (Machedavvero.it)

A fornire un quadro chiaro su questa situazione è stato il report “Stop pesticidi nel piatto“, fatto in collaborazione tra Legambiente e Alce Nero. Questa analisi tratteggia i confini della situazione relativa alla presenza di pesticidi utilizzati nella sfera agricola di matrice alimentare.

Come negli anni passati, è la frutta a confermarsi la categoria più colpita mentre la verdura ha manifestato una maggiore presenza di campioni privi di residui, pari al 68,55%, con una percentuale di irregolarità del 1,47%.

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La verdura più contaminata dai pesticidi: il report fornisce un quadro chiaro

Nel corso del 2022 sono stati analizzati 6085 alimenti provenienti da agricoltura convenzionale e biologica. I campioni, di orine animale e vegetale, hanno incluso generi come la frutta, la verdura e prodotti trasformati. I dati provenienti da agricoltura convenzionale (5940 campioni) emerge una percentuale bassa di alimenti regolari: 1,62%. Qui rientrano alimenti in cui si è verificato il superamento del Limite Massimo di Residuo (LMR) o quelli in cui si è evidenziata la presenza di una sostanza non ammessa per la matrice in analisi o fitofarmaco revocato dal mercato.

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Il report stabilisce la verdura più contaminata dai residui – (Machedavvero.it)

Dal rapporto si segnala che il 59,18% degli alimenti risulta regolare e privo di contaminazioni. Nel 39,21% sono state rivelate tracce di residui di fitofarmaci con una percentuale di monoresiduo del 15,67%, con multiresiduo del 23,54%.

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La verdura che ha presentato la presenza maggiore di campioni privi di residui, corrispondente al 68,55% e con una percentuale di irregolarità del 1,47%, sono stati i peperoni con il 53,85%, seguiti da insalate e pomodori con il 53,14% e gli ortaggi a foglia (spinaci, cavoli e bietole) con il 38,12%. Quest’ultimi però hanno segnalato la percentuale maggiore di irregolarità con il 4,46%.

Dunque il report mette in luce una situazione a cui prestare attenzione perché, a lungo andare, può intaccare l’equilibrio dell’organismo. Quindi, quando ci si appresta a comprare determinati prodotti è utile sapere da dove provengono e come sono stati coltivati.

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