Pensione, attenzione a questi errori: rischi di restituirla

Pubblicato il giorno

da Isabella Insolia

nella categoria: News

Quando si prende la pensione è importante sapere quali sono gli errori da non commettere per evitare il rischio di doverla restituire.

La vita di ognuno di noi è fatta di scelte, alle volte queste possono risultare vincenti e altre sbagliate. Purtroppo, infatti, di errori se ne commettono parecchi anche per quanto riguarda gli assegni pensionistici, tanto da provocare delle serie conseguenze.

Pensione attenzione errori
Attenzione a non commettere gli errori quando si ha la pensione – machedavvero.it

È sbagliato pensare che una prestazione pensionistica viene assegnata a un contribuente in via definitiva. Non tutti sono a conoscenza del fatto che esistono delle prestazioni che potrebbero essere revocate dall’INPS. Tale atto non è un illecito da parte dell’istituto, ma è la legge che glielo permette di fare. Per questa ragione è fondamentale prestare attenzione a ciò che viene fatto e sapere quali sono gli errori da non commettere.

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Non perdere la pensione: ecco gli errori da non fare

Alcune volte i trattamenti erogati dall’INPS sono collegati alle condizioni reddituali delle famiglie del pensionato. Si tratta di quelle somme aggiuntive che devono essere confermate ogni anno e che comportano quindi delle comunicazioni obbligatorie da parte del contribuente. Nel caso in cui gli aggiornamenti reddituali sulla famiglia non vengono mandati, l’INPS potrebbe decidere di sospendere la pensione.

Pensione: quando rischia perdere
Si rischia di consegnare indietro la pensione – machedavvero.it

Questo è solo un esempio che è stato fatto, perché ci sono molte altre situazioni in cui il rischio di dover restituire uno o più assegni è molto alto. Uno dei casi più frequenti è quella dei pensionati che lavorano, questo perché ci sono alcune pensioni che non permettono di tornare nel mondo del lavoro. Ciò perché in vigore il divieto di cumulo dei redditi.

Tale situazione che parte dal 2019 con la Quota 100, proseguita in seguito nel 2022 e nel 2023 con Quota 102 e Quota 103. Lo stesso paletto, ce l’ha anche l’APE Sociale che non permette ai pensionati di tornare a lavorare. I casi di cronaca su questa vicenda si sono sprecati in questi ultimi anni.

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Un esempio più eclatante è accaduto qualche tempo fa quando sono stati richiesti 20mila euro a un pensionato dall’INPS perché faceva la comparsa in un film a 77 euro. Per questo bisogna fare attenzione al tipo di pensione che si percepisce e quali sono i suoi limiti così da non commettere errori.

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