Questa è la città più inquinata d’Italia, lo smog è alle stelle

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da Giovanni Cristiano

nella categoria: News

Lo smog in Italia ha raggiunto livelli molto elevati ma qual è la città più inquinata? Ecco la risposta definitiva.

Il livello di smog nelle città italiane è in salita, con i tassi di inquinamento atmosferico eccessivamente distanti dai limiti normativi previsti per il 2023 e, soprattutto, dai valori indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Città più inquinata Italia
Smog alle stelle, qual è la città più inquinata in Italia? – (Machedavvero.it)

In uno scenario di questo tipo la salute dei cittadini è a fortissimo rischio, nonostante un abbassamento dei livelli inquinanti atmosferici segnalato nel 2023. Le città mostrano una grande fatica ad aumentare il passo verso un miglioramento sostanziale della qualità dell’aria. La situazione attuale mostra livelli stabili da anni, in linea con la normativa attuale anche se distanti dai limiti normativi che saranno approvati prossimamente dall’Unione Europea.

La situazione che emerge dai dati del report Mal’Aria di città 2024 eseguito da Legambiente è decisamente critica. L’indagine ha fatto luce sulle informazioni del 2023 nei capoluoghi di provincia, sia sul piano dei livelli delle polveri sottili (PM10, PM2,5) sia su quello del biossido di azoto (NO2). Vediamo insieme qual è la città più inquinata dello stivale.

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Situazione smog in Italia: i dati del report Mal’Aria di città 2024

Dal report Mal’Aria di città 2024 si segnala che 18 città sulle 98 monitorate hanno superato i limiti normativi per gli sforamenti di PM10 (35 giorni all’anno con una media quotidiana superiore ai 50 microgrammi/metro cubo). Un lieve miglioramento dato che nel 2022 erano 29 le città fuorilegge mentre nel 2021 erano 31 città non a norma.

Frosinone città più inquinata
La città più inquinata si trova nel Lazio – (Machedavvero.it)

In testa alla classifica c’è la città di Frosinone, la centralina di Frosinone Scalo, con 70 giorni di sforamento, il doppio rispetto ai valori ammessi. Subito dopo c’è Torino (Grassi) con 66 giorni di sforamento e Treviso (strada S. Agnese) con 63 giorni. A 62 troviamo Mantova (via Ariosto), Padova (Arcella) e Venezia (via Beccaria).

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Ad ogni modo, tutte le città italiane presentano ancora un ritardo molto profondo rispetto ai valori più stringenti proposti dalla revisione della Direttiva europea sulla qualità dell’aria che sarà resa attiva dal 2030 (20 µg/mc per il PM10, 10 µg/mc per il PM 2.5 e 20 µg/mc per l’NO2).

Insomma, il quadro emerso dal report di Legambiente non è affatto semplice e impone a tutti, non solo alle amministrazioni locali e nazionali, di agire il prima possibile per rendere l’aria più pulita e da poter respirare senza incappare i problemi serissimi di salute.

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